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C’è un tratto della Route 66 in Arizona in cui il viaggio smette di essere semplicemente uno spostamento e diventa una vera esperienza.

Partendo da Seligman e dirigendosi verso ovest fino a Oatman, si attraversa uno dei segmenti più affascinanti della Mother Road: piccoli centri quasi dimenticati, vecchie stazioni di servizio, motel abbandonati, insegne al neon, auto d’epoca e lunghi rettilinei nel deserto.

È proprio qui che si incontra uno dei luoghi simbolo della Route 66: Hackberry General Store.

Seligman: il punto di partenza della Mother Road

Prima di mettersi in macchina vale la pena dedicare un po’ di tempo a Seligman.

Il piccolo paese è considerato uno dei luoghi fondamentali nella rinascita della Route 66. Qui Angel Delgadillo, barbiere e storico abitante della città, ebbe un ruolo importante nella campagna che contribuì a preservare e promuovere la vecchia Route 66.

La strada principale è praticamente un museo all’aperto: insegne colorate, negozi vintage, automobili americane e riferimenti alla cultura popolare della Mother Road.

Seligman è anche il luogo perfetto per entrare nello spirito del viaggio: non bisogna avere fretta.

Da qui inizia una delle sezioni più interessanti della vecchia Route 66.

Da Seligman a Hackberry: la Route 66 senza fretta

Lasciata Seligman, la strada attraversa una parte dell’Arizona dove il paesaggio diventa progressivamente più desertico.

Il percorso storico passa attraverso località come Peach Springs, Valentine e Truxton, seguendo per lunghi tratti il vecchio tracciato della Route 66.

Uno degli aspetti più belli di questo tratto è proprio la sensazione di isolamento.

Non ci sono grandi città, centri commerciali o autostrade a dominare il paesaggio. Ci sono invece chilometri di strada, montagne sullo sfondo e piccoli resti dell’America che attraversava il continente sulla Route 66.

Lungo il percorso si possono incontrare anche i caratteristici cartelli Burma-Shave, quando presenti, e vecchie strutture legate alla storia della strada.

Per chi ha tempo, una deviazione interessante è rappresentata dalle Grand Canyon Caverns, vicino a Peach Springs: un enorme sistema di grotte sotterranee che porta il visitatore molto al di sotto del deserto dell’Arizona.

Ma il vero obiettivo di questo tratto è ancora più avanti.

Hackberry General Store: una capsula del tempo sulla Route 66

Dopo chilometri di deserto, quasi improvvisamente appare un insieme di vecchie automobili, pompe di benzina, insegne e oggetti colorati.

Siamo arrivati a Hackberry General Store.

Situato al 11255 AZ-66, Hackberry è uno dei luoghi più fotografati di questo tratto della Route 66. Il posto nacque come stazione di servizio e negozio negli anni Trenta e con il tempo è diventato una sorta di museo informale della cultura della Mother Road. (Kingman Turismo)

Non aspettatevi un museo tradizionale.

Ed è proprio questo il bello.

All’esterno ci sono vecchie pompe di benzina, automobili americane arrugginite, camion, insegne pubblicitarie e oggetti che sembrano essere stati lasciati lì per decenni.

All’interno, invece, il negozio è pieno di memorabilia, cartelli vintage, mappe della Route 66, souvenir e oggetti della cultura americana.

L’Arizona Office of Tourism lo descrive come una vera e propria raccolta di memorabilia della Mother Road, con insegne storiche, pompe vintage e automobili d’epoca. (Visita Arizona)

La storia di Bob Waldmire

Una parte importante della storia moderna di Hackberry è legata a Bob Waldmire, artista e viaggiatore che contribuì alla rinascita del luogo negli anni Novanta.

Waldmire percorreva la Route 66 con il suo caratteristico Volkswagen Microbus arancione, realizzando disegni e mappe della strada.

Il suo personaggio è diventato talmente rappresentativo della cultura Route 66 da aver ispirato, secondo Explore Kingman, il personaggio di Fillmore nel film Cars della Pixar. (Kingman Turismo)

È uno dei piccoli dettagli che rendono Hackberry molto più interessante di una semplice sosta fotografica.

Cosa fotografare a Hackberry

Hackberry è soprattutto un paradiso per chi ama la fotografia.

Da non perdere:

  • le vecchie pompe di benzina;
  • le automobili americane abbandonate;
  • il caratteristico 1957 Chevrolet Corvette;
  • i vecchi cartelli pubblicitari;
  • il camioncino d’epoca;
  • l’insegna del General Store;
  • le vecchie targhe;
  • gli oggetti della cultura Route 66;
  • il famoso cartello in lamiera a forma di barattolo poco distante dal negozio.

Il vicino Tin Can Billboard, una grande insegna a forma di barattolo, si trova a poche centinaia di metri dal General Store. (Kingman Turismo)

È uno di quei luoghi dove vale la pena parcheggiare, scendere dalla macchina e semplicemente guardarsi intorno.

Quanto tempo dedicare?

Per una visita veloce bastano circa 20–30 minuti.

Se però vi piace fotografare, leggere le insegne e curiosare nel negozio, io metterei in programma 45–60 minuti.

L’ingresso non è quello di un museo tradizionale a pagamento: è principalmente un negozio e punto di interesse storico sulla Route 66. Gli orari possono cambiare stagionalmente; le informazioni turistiche locali riportano generalmente aperture dalle 9:00 alle 18:00 nella stagione primaverile/estiva e fino alle 17:00 in quella autunnale/invernale. (Kingman Turismo)

Da Hackberry a Kingman: ancora Route 66

Lasciata Hackberry, si continua verso Kingman.

Il tratto Hackberry–Kingman è relativamente breve rispetto alla parte precedente, ma mantiene lo stesso carattere della vecchia Route 66.

Kingman è molto più grande di Hackberry e rappresenta un’importante tappa del viaggio.

Qui si può visitare il Route 66 Museum, ospitato nel Powerhouse Visitor Center, e passeggiare nel centro storico. Il museo racconta l’evoluzione della Route 66 e il ruolo che la strada ebbe nella storia dell’America. (Turismo a Kingman)

Per chi vuole vivere l’atmosfera anni Cinquanta, una sosta in un classico diner americano completa perfettamente la giornata.

Ma se l’obiettivo è arrivare a Oatman, non bisogna fermarsi troppo a lungo.

La parte più spettacolare deve ancora arrivare.

Da Kingman a Oatman: la Route 66 cambia completamente

Dopo Kingman si imbocca il tratto che porta verso le Black Mountains.

Qui la Route 66 diventa molto più tortuosa e scenografica.

Il paesaggio cambia: dal deserto aperto si passa a montagne rocciose e strade strette con numerosi tornanti.

Prima di Oatman c’è una tappa particolarmente interessante:

Antares Point e il Giganticus Headicus

Lungo la strada si trova Antares Point, famoso soprattutto per il gigantesco Giganticus Headicus, una grande testa verde in stile tiki alta circa 14 piedi.

È una delle installazioni più assurde e divertenti che si possano incontrare lungo la Route 66.

Il luogo si trova lungo una delle curve più lunghe della rete autostradale statunitense e offre anche interessanti panorami sul deserto. (Visita Arizona)

È una sosta breve, ma perfetta per una fotografia.

Cool Springs: un’altra icona della Mother Road

Proseguendo verso Oatman si incontra Cool Springs.

L’antica stazione di servizio è stata restaurata e trasformata in un punto di interesse dedicato alla Route 66.

Il luogo rappresenta bene quello che rende particolare questo viaggio: non si tratta semplicemente di vedere monumenti, ma di incontrare frammenti di una strada che un tempo era una delle principali vie di collegamento dell’America.

Sitgreaves Pass: la strada diventa protagonista

Poi arriva uno dei momenti più belli del percorso.

La strada sale attraverso le Black Mountains verso Sitgreaves Pass.

Qui la Route 66 diventa stretta, tortuosa e piena di curve.

È una delle sezioni in cui è importante guidare con calma: la strada stessa è parte dell’esperienza.

I punti panoramici permettono di fermarsi e osservare il deserto dall’alto.

La vecchia Route 66 attraversa qui uno dei suoi tratti più spettacolari, prima di scendere verso Oatman. Le fonti turistiche locali descrivono Sitgreaves Pass come una vera esperienza di guida sulla vecchia Route 66, con panorami che arrivano verso più stati. (Turismo a Kingman)

Il percorso ideale in una giornata

Se dovessi organizzare questa giornata come un vero road trip, imposterei il percorso così:

Seligman
↓
Peach Springs / Grand Canyon Caverns
↓
Truxton
↓
Hackberry General Store
↓
Antares Point / Giganticus Headicus
↓
Kingman
↓
Cool Springs
↓
Sitgreaves Pass
↓
Oatman

La distanza complessiva è importante, ma il vero valore di questo itinerario non sta nei chilometri.

Sta nel fatto che, per una giornata, si può ancora percorrere una parte della vecchia Route 66 attraversando l’Arizona come si faceva decenni fa.

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