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La Puglia è una regione meridionale che forma il “tacco” dello stivale italiano. È famosa per i villaggi collinari dal caratteristico intonaco bianco, per la campagna dal sapore antico e per le centinaia di chilometri di costa mediterranea. Il capoluogo, Bari, è una vivace città portuale e universitaria, mentre Lecce è conosciuta come la “Firenze del Sud” per via della sua architettura barocca. Alberobello e la Valle d’Itria sono invece la patria dei trulli, i tradizionali edifici di pietra dal caratteristico tetto conico. In questo articolo “Puglia: Costa Adriatica Tappa 2” percorreremo la parte di mare più bella della costa Adriatica.

Polignano a Mare

 
Costa Adriatica Tappa 2. Mi sono perdutamente innamorata di Polignano a Mare, paesino a picco sul mare lungo una scogliera di circa 20/30 m, con 12 km di costa e ben 66 grotte marine, visitabili con diversi tour in barca.
 
 
 
 
L’antico borgo, arroccato su uno sperone di roccia, è un labirinto di viuzze e romantiche terrazze sul mare dove a volte è possibile sorseggiare un buon drink.
 
 
Il centro storico
Per entrare nel centro storico si passa sotto Arco Marchesale, dove in origine c’era un ponte levatoio.
Ovviamente il luogo che la rende la più fotografata in Italia è sicuramente il Ponte Lama Monachile il viadotto romano in cui la Via Traiana scavalcava l’antico porto (Cala Porto).
Fermatevi a mangiare la focaccia alla Focacceria di Delle Noci Marco, si trova prima del ponte e subito dopo appena davanti l’entrata al borgo prendete un gelato da Il super mago del gelo, il bar in cui è nato il Caffè Speciale, detto speciale per l’aggiunta di panna, scorza di limone e amaretto.
 
Sono diverse le terrazze dalle quali affacciarsi ma sicuramente una delle più belle è la Balconata di Santo Stefano che prende il nome dalla piccola Cappella che confinava con la muraglia, attualmente sconsacrata ora nominata Galleria d’Arte Pino Pascali – Santo Stefano e ospita spesso interessanti mostre contemporanee.
La bellissima Polignano a Mare merita un paio di giorni di visita, di sera, al mare, al tramonto, insomma una giornata non basta per godersela in tutto il suo splendore da bomboniera. Ex colonia greca ricorda con i suoi colori i bei paesini che oggi troviamo nelle isole greche.
Leggenda vuole che la città debba la sua origine ad un pezzo di costa greca che, staccatosi e andato alla deriva nel mar Mediterraneo, arrivò a fondersi con la costa pugliese. Da qui il nome Polis Nea, letteralmente città nuova.
 
Domenico Modugno
 
La voce e l’anima di Polignano è sicuramente Domenico Modugno, famoso cantautore nato proprio qui nel 1928. Da non perdere sul Lungomare Domenico Modugno la stata in onore del cantautore, è stata realizzata la sua statua nel 2009, alta tre metri e con le braccia alzate come a voler abbracciare il suo mare e il cielo. Dietro la statua tramite la scalinata Volare scendete alla Scogliera Piatta dove è possibile ammirare le belle scogliere su cui poggia Polignano, magari mangiando panzerotti presi alla panzerotteria La Rotellina sita sempre vicino al Ponte di Lama Monachile.
 
 
 
 
 
 
 
Polignano è unica, passeggiare tra le sue viuzze mette allegria, passare nella Piazza Vittorio Emanuele II e sentire le campane della Chiesa Matrice Santa Maria Assunta in Cielo di fronte al Palazzo con L’orologio, imboccare Via Annunziata e trovare sempre nello stesso punto le signore del Mojito, due anziane sedute proprio a fianco del locale La Casa Del Mojito, intente a pulire e sfogliare la menta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Le frasi di Polignano

 

Tante le frasi scritte di Guido Flaneur in ogni angolo del borgo, che sceglie un modo alternativo per esprimere emozioni e bellezza: muri, vecchie sedie, porte, cassette di legno e questo rende Polignano ancora più particolare.
 
Il signor Guido è un poeta perché la poesia la ama e la racconta, che siano suoi pensieri o citazioni altrui. Il signor Guido è un artista, le sue poesie, che siano su legno, porte o pareti, si lasciano incorniciare dal mare e dalla vita dei vicoli di un paese che diventa un libro senza pagine da sfogliare ma fatto di angoli in cui svoltare. Gli scalini bianchi diventano le righe su cui scrivere parole che irradiano di bellezza ciò che è tutto intorno: sono aforismi di Jules Renard, Mark Twain, Rabindranath Tagore, Eugenio Montale ritrovano vita in ogni angolo del paese.
 
 
 
Perduto è tutto il tempo che in amar non si spende.
 
Se ancora avete fame potete passare da MINT, non solo per saziarvi la fame, ma anche per effettuare un’ esperienza culiniaria diversa, assaporando piatti di un misto tra pugliese e brasiliano. Se ne occupano marito e moglie che con i loro prodotti freschi combinano sapori particolari con creatività, il risultato della loro audacia è un’esperienza da provare assolutamente. Il menu lo trovate sul loro sito. Il locale è un insieme delle loro passioni e cose di famiglia. Vi lascio il link https://www.mintcucinafresca.com.
Le Calette e spiagge
Polignano a Mare non è solo il borgo, nel quale è bellissimo perdersi in tutte le ore del giorno, ma anche spiagge: a pochi passi dal centro, Cala Porto, poco più a nord Cala Paura, la spiaggia dei polignanesi e la bellissima spiaggia libera di Porto Cavallo, un’insenatura tranquilla anche per le famiglie con bambini.
Ancora più a nord c’è San Vito, una serie di calette con un romantico porticciolo sotto l‘Abbazia Benedettina. La spiaggia è bellissima anche per cenare o per una gita in barca alle grotte della costa, noi abbiamo scelto di uscire in barca da Leuca ma ve ne parlerò in altro post.
 
 
A soli 35 km da Bari, Polignano è ancor più vicino ad Alberobello e a Fasano. Se volete portare i bimbi allo zoo o vivere un’esperienza fra i trulli, patrimonio dell’Unesco, dedicate un giorno al paese che ha dato i natali a Modugno.
 
 

Grotte di Castellana

 

Le Grotte di Castellana, un complesso di cavità sotterranee di origine carsica, di notevole interesse turistico, tra i più belli e spettacolari d’Italia, sono ubicate nel Comune di Castellana-Grotte, a circa 1,5 km dall’abitato.

Si sviluppano per una lunghezza di 3348 metri e raggiungono una profondità massima di 122 metri dalla superficie. La temperatura degli ambienti interni si aggira attorno ai 16,5°C.

Situate alle porte della Valle d’Itria, a pochi chilometri da borghi incantevoli come Alberobello, Cisternino, Polignano a Mare, le Grotte di Castellana si aprono nelle Murge sud orientali a 330 m s.l.m. sull’altopiano calcareo formatosi nel Cretaceo superiore, circa novanta-cento milioni di anni fa.

La scoperta

L’imbocco della Grave, la profonda voragine d’ingresso delle grotte, incuteva da sempre un senso d’angoscia e di paura a quanti percorrevano la non distante strada di campagna, soprattutto all’imbrunire, quando poteva accadere di veder uscire dall’abisso, assieme ai pipistrelli che svolazzavano nei campi a caccia di insetti, dei vapori, ritenuti dai superstiziosi viandanti le anime dei suicidi, che, trovata la morte nella Grave, tentavano inutilmente di salire al cielo.

Vincenzo Longo (1737-1825), umanista e giureconsulto castellanese, forse fu il primo uomo a scendere nella Grave assieme a una numerosa comitiva di giovani coetanei.

Prima della scoperta

La Grave, oltre che nei racconti popolari e nella tradizione orale, è ricordata, anche, in alcuni documenti, conservati nell’Archivio Storico del Comune di Castellana-Grotte. Tali documenti, ritrovati dallo storico castellanese Donato Mastromarino, riguardano il recupero dei cadaveri di alcuni malcapitati, caduti o gettati nella Grave, e ci forniscono i primi nomi di cui si ha traccia, di persone discese al fondo della Grave.

Le Grotte di Castellana sono sicuramente un luogo da visitare. Ci sono due tipi di percorsi, uno breve e uno lungo. Io consiglio vivamente il lungo (circa 3km in 2 ore), che poi così difficile non è, e arriva fino a visitare la Grotta Bianca a più di 60 m di profondità. Quello breve percorrerete 1km in circa 50min.

Per quanto riguarda l’orario di apertura delle Grotte di castellana, essi variano non solo in base al periodo dell’anno, ma anche a seconda dell’itinerario che sceglierete. Sul sito ufficiale troverete informazioni più dettagliate; in generale, comunque, la prima visita inizia alle ore 10 del mattino e l’ultima verso le 17. Le grotte sono aperte tutto l’anno, tranne in alcune giornate particolari, come il 24 e 25 dicembre e il 1 gennaio.
 
L’itinerario

L’itinerario parte dalla grotta più grande, la Grave, caratterizzata da un foro che comunica con l’esterno. Le sue dimensioni sono sbalorditiva, visto che misura ben 100 metri di lunghezza, per 50 di larghezza. Al centro vedrete un gruppo di stalagmiti che per la sua eccezionale dimensione viene chiamata “I Ciclopi“.

Da qui parte il percorso che vi porterà attraverso molte altre grotte, una più bella dell’altra e ognuna con un nome intrigante, derivato dalla forma delle stalattiti e stalagmiti che essa contiene, nomi che furono attribuiti dai primi esploratori. Tra queste noterete Lupa romana, la Civetta, la Madonnina, il Serpente, l’Altare, il Precipizio, il Corridoio del deserto, la Colonna rovesciata (detta anche Torre di Pisa), il Corridoio Rosso, la Cupola.

E infine raggiugerete quello che può essere considerato come un vero miracolo della natura: la Grotta Bianca. E’ l’ultima delle grotte che visiterete, ma è sicuramente la più bella. Il nome deriva dal colore bianco candido delle sue colonne di alabastro; qualcuno l’ha definita come la “più splendente del mondo”.

 

In aggiunta effettuano per i più esperti un tour esclusivo di SpeleoNight dove i visitatori verranno equipaggiati di casco e luce per andare alla scoperta delle meraviglie sotterranee. Noi abbiamo lasciato la macchina nel parcheggio a pagamento e fatto una bella fila per acquistare i biglietti: vi consigliamo di scegliere l’orario di entrata online e arrivare almeno 40 min prima in quanto potreste fare tardi per l’entrata. Consultate l’orario sul sito. Fuori dalle grotte molti ristoranti e banchetti che offrono street food con prodotti locali.
 
Curiosità

La prima curiosità che potreste trovare interessante è che le Grotte di castellana sono una zona asismica per eccellenza; quindi niente paura, mentre sarete nelle viscere della terra non rischiate di restare seppelliti a causa di un terremoto.

Quando le grotte furono scoperte, la prima caverna era piena zeppa di spazzatura. La popolazione locale credeva che il buco che contrassegna la Grave fosse l’entrata degli Inferi, così combattevano eventuali demoni gettando rifiuti a volontà.

Il percorso che oggi viene seguito dai visitatori non è lo stesso utilizzato dallo scopritore e dal suo team; questo itinerario si addentrava molto in profondità e poteva causare problemi di respirazione. Fu deciso allora di installare alcune passerelle che permettessero ai visitatori di visitare le grotte in assoluta tranquillità.

Nelle grotte vivono varie specie di animali; innanzitutto il pipistrello, ma tranquilli, è assolutamente innocuo e non attacca i visitatori. Ci sono anche alcuni organismi dal nome impronunciabile che sono tipici dell’ambiente delle grotte.

Le grotte, dal momento della loro apertura al pubblico, sono state visitate da tantissimi personaggi illustri; tra questi il Presidente Einaudi, Margaret d’Inghilterra (la sorella della Regina Elisabetta), Gina Lollobrigida.

 

Ostuni la città bianca

Appena si arriva dalla strada la si vede arroccata sull’alto del colle, la Città Bianca. La parte del borgo è molto bella, case addossate l’una all’altra, strette viuzze e locali incastonati in questo meraviglioso paesaggio rendono la città non solo bella da visitare ma vivibile anche di sera, quando si accende e il corso diventa una passeggiata fino alla Piazza della Libertà, punto di partenza degli Ape Calessino.
 
 
Nella piazza si erge la Colonna di S. Oronzo, patrono della città, proprio di fronte al Palazzo Municipale, la cui festa si celebra tra il 25 e il 27 Agosto.
 
Le feste
La cavalcata di Sant’Oronzo è la festa più attesa e importante di Ostuni. Ogni anno iun corteo di cavalli e cavalieri bardati a festa, sfila per le vie cittadine a scorta del protettore della città. La peste invase il Salento risparmiando Ostuni. Il miracolo venne attribuito a Sant’Oronzo ed ogni 26 Agosto gli ostunesi vollero recarsi in processione al santuario eretto in suo onore. Lì prelevavano la statua in cartapesta raffigurante il santo, e la portavano a spalla nella piazza del paese. Spesso gli addobbi sono tramandati di generazione in generazione. Uno degli addobbi più importanti, è costituito dal bellissimo mantello arabescato con centinaia di paillettes applicate una ad una con certosina pazienza. Anche il cavaliere indossa l’uniforme costituita dal chepì e da una casacca che ricordano i motivi del mantello del cavallo e da pantaloni bianchi. La vestizione del cavaliere è anch’essa molto accurata e ricorda per certi aspetti, quella del torero.
 
 
A Settembre invece, per due giorni, artisti di strada invadono le vie del centro per il Festival Internazionale degli Artisti di Strada, organizzando spettacoli e laboratori.
 
Ostuni è arroccata su bastioni altissimi per allontanare il pericolo turco, dal quale si difendevano avvistandoli dall’alto: dalle terrazze della città si può godere di una vista bellissima del verde intenso del Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere che si estende per 8km di costa e subito dopo l’azzurro del mare.
Da non perdere
Potete osservare la famosissima “Porta Del Paradiso” dipinta proprio per rappresentare questa bellissima veduta, la trovate in Vico Castello sulla detra appena superato l’arco Scoppa, un passaggio di pietra che unisce il Palazzo Vescovile e il Seminario.
Ostuni città bianca deve il suo appellativo alle case pitturate di bianco. Il reale motivo per cui è stato scelto il bianco è perchè in passato la città fu colpita molte volte dalla peste e ricoprire i muri della città con la calce permetteva di igienizzare la zona e renderla asettica. Ancora oggi si continua a dipingerla di bianco e vengono multati tutti coloro che non si attengono a questa regola, solo le chiese o luoghi storici vengono esonerati dall’essere pitturati di bianco, come ad esempio la cattedrale e alcune chiese.
 
Percorrendo Via della Cattedrale arriverete alla piazzetta antistante la cattedrale romano-gotica dedicata a Santa Maria Assunta che apparirà come un gioiello, purtroppo rimaneggiato nel corso del tempo, entrate e scoprirete tutta la bellezza della struttura settecentesca a croce latina.
 
L ’intera cattedrale è costruita in pietra gentile, come viene comunemente chiamata, per sottolinearne le sue innate caratteristiche che la rendono docile allo scalpello.
 
I portali sono sormontati da tre rosoni di cui quello centrale, più ampio e riccamente lavorato, è costituito da una serie di cerchi concentrici: il cerchio centrale, contenente la figura di Cristo e sette volti dei cherubini, è collegato, per mezzo di dodici archetti al cerchio centrale ornato da ventiquattro colonnine con archetti, disposte a raggiera. Nel cerchio esterno compaiono le figure dei dodici Apostoli, con i loro simboli.
 
 
 
Ape Calessino
Decidiamo di visitare la città in ape calessino, partendo da Piazza della Libertà, il costo varia tra i 15 e i 20 euro a persona, bambini paganti o meno. Noi abbiamo pagato 20 euro adulto e bambino gratis. Il giro di una 40ina di minuti è stato divertente e le spiegazioni soddisfacenti. Insomma lo consiglio per una visita diversa e meno faticosa della città.
 
 
 
 
Visitatela nel pomeriggio quando il caldo è sopportabile e quando la luce si fa più bella e lasciatevi coccolare al tramonto con un aperitivo da alcuni dei bar ristoranti nel borgo, vi consiglio Riccardo Caffè, Antico Borgo Bistrot e ABC Apulian Bistrot.
Non perdetevi questa bella terrazza per ammirare Ostuni –> ViewPoint.  
Ostuni non è solo città ma anche mare, prendetevi una giornata per visitare Le marine di Ostuni: Rosa Marina, Monticelli e Pilone.
Una curiosità di cui non molti sono a conoscenza è legata alla figura della Donna di Ostuni, nome con cui fu chiamato lo scheletro di una figura femminile scoperta nel 1991 in una grotta sita all’interno del Parco Archeologico e naturalistico di Santa Maria d’Agnano, non distante più di pochi chilometri dalla Città Bianca. Risale a circa 28mila anni fa, , questa donna, presumibilmente ventenne, scoperta con le mani sul suo ventre, posizione in cui è evidentemente venuta a mancare. I suoi atti finali sono stati dunque la protezione del suo infante, in un’ultima dimostrazione d’amore. Viene definita dall’intera città come la Donna di Ostuni.
 
 

Santa Cesarea Terme e Torre dell’Orso

Costa Adriatica Tappa 2. Unica nel suo genere è la costa Adriatica, è bellissimo percorrerla e fermarsi ad ammirare la costa nei punti panoramici lungo la strada fino ad arrivare a Santa Cesarea Terme, dove vi sembrerà di essere sul Bosforo davanti alla policromia di Villa Sticchi. Le spiagge sono molte, Bagno Piscina Sulfurea, Bagno Urbano Caicco, Bagno Marino Archi, il Porticciolo, la Piscina Carmen Longo, piscina naturale incastonata nelle rocce facente parte di una vecchia cava di tufo. Ci sono varie calette sotto la Torre Miggiano con parcheggio a pagamento nello spiazzale. Prima di arrivare a Santa Cesarea vi consiglio di fare uno stop nei seguenti posti…
 
Grotta della Poesia a Roca Vecchia 
Una bellissima cavità scavata nel corso dei secoli dalla forza del mare, in tempo antico rifugio per chi era di passaggio nella zona. Il nome di questa grotta deriva dal termine “posia”, che, in lingua greca medievale, significa “sorgente di acqua dolce”. Il riferimento è alla fonte che nei secoli passati scorreva all’interno della cavità, i cui segno sono tutt’oggi visibili.
 
Porto Badisco
Questo tratto di costa è caratterizzato da alte scogliere che si gettano in uno splendido mare che assume colorazioni che vanno dall’azzurro al blu profondo.
 
I Faraglioni di Sant’Andrea
Quello che stupisce alla vista è la presenza di questi faraglioni che emergono da quell’acqua cristallina.Quello più bello è quello a forma di arco: se capitate nella giornata giusta, troverete un’acqua calma e cristallina che non dimenticherete mai più. Il colore del mare, infatti, va dal verde chiaro al verde smeraldo, lasciando intravedere uno straordinario fondale.
 
Ponte Ciolo
l nome deriva dal termine dialettale Ciola che significa “gazza ladra”, in riferimento alle grandi nidificazioni di uccelli presenti nelle insenature della scogliera e in particolar modo all’interno di una grotta, accessibile solo via mare, che porta lo stesso nome, Grotta del Ciolo. In questo luogo incantato sorge un profondo canyon, scavato nel corso dei millenni dalle acque meteoritiche. Su questo ponte i più impavidi si danno appuntamento per esibirsi in tuffi spettacolari.
 
Laghi Alimini
Quest’area è formata da due bacini chiamati Alimini Grande, composto da acqua salata, ed Alimini Piccolo, composto da acqua dolce. Situati tra il verde intenso della macchia mediterranea e l’azzurro del vicino mare, i due laghi impreziosiscono il territorio circostante, disponendosi parallelamente al mare, da cui sono separati mediante cordoni di dune. Si consiglia la visita alla Spiaggia Alimini.
 
Baia dei Turchi e la vicina Spiagga Santo Stefano
Chiamata così perché sembra che qui fosse il luogo dove approdarono i turchi che poi avrebbero dato l’assalto a Otranto. Essa è un paradiso per gli amanti del mare e delle spiagge incontaminate.
 
Spiaggia e Piscina Naturale di Marina Serra
Secondo la leggenda, questa insenatura conosciuta il Canale lu Riu“, fu creata dal diavolo in persona in una sola notte. Si narra infatti che in questo luogo vivesse un giovane principe che giustiziava chiunque lo disturbasse. Quando gli abitanti del borgo chiesero all’uomo la costruzione di una Chiesa, il principe invocò Satana per far costruire la chiesa in una sola notte. La chiesa venne realizzata in una sola notte, ma il principe non tenne fede al patto con il diavolo che si infuriò e scaraventò le campane giù dal canale, proprio in questo angolo di mare. Si racconta che, ancora oggi, quando soffia il vento si senta il suono delle campane.
 
Grotta della Zinzulusa
Il nome Zinzulusa deriva dalla presenza al suo interno di stalattiti e stalagmiti che in dialetto salentino vengono chiamate zinzuli ovvero stracci. La prima parte relativa all’ingresso, è ricca di stalattiti e stalagmiti. L’acqua è limpidissima e dolce. Una volta superata la parte iniziale si entra nel Corridoio delle Meraviglie, uno stretto cunicolo dove ammirare forme stranissime e incredibili. Andando avanti si incontra una strana roccia che prende il nome Pulpito di pietre perché la sua forma ricorda il pulpito delle chiese.
 
Torre dell’Orso
Costa Adriatica Tappa 2. Torre dell’Orso, marina di Melendugno, è una località balneare del Salento, conosciuta per le sue spiagge lunghe di finissima sabbia color argento.
 
La spiaggia si distingue per la presenza di due grandi faraglioni chiamati Le due Sorelle in riferimento ad un’antica leggenda: si narra infatti che due sorelle di grande bellezza, attirate dal rumore del mare e del vento, si avvicinarono alla spiaggia; ammaliate dal mare si tuffarono in acqua come prova d’amore e annegarono.
Il gesto fu talmente eclatante che gli dei le tramutarono in due grandi faraglioni per poterle ricordare. Ci sono alcuni parcheggi a pagamento a tariffa giornaliera, noi abbiamo trovato tra Via Lenin e Via Mosca un parcheggio blu in quanto avevamo poco tempo a disposizione abbiamo preferito pagare solo il tempo utilizzato nella sosta.
 
 
Spiaggia di Porto Miggiano
Costa Adriatica Tappa 2. Avendo un bambino che avrebbe fatto fatica a lanciarsi dagli scogli, abbiamo provato la Spiaggia di Porto Miggiano al di là del piccolo porticciolo di Porto Miggiano a pochi metri dalla torre. Si parcheggia dietro al complesso Augustus Resort – Santa Cesarea Terme nel parcheggio gratuito.
Una discesa dalla scogliera tramite delle scalette vi porterà alla caletta, per un tratto le scale sono interrotte ma comunque agevoli. Si può rimanere sulla terrazza oppure proseguire verso la spiaggetta sulla destra dove è possibile visitare anche la Grotta Delle Ancore.
La località affascina turisti e locali per le sue bellezze naturalistiche e gli scorci mozzafiato. Infatti, Porto Miggiano va considerata come una delle baie più suggestive, per colori e limpidezza delle acque, di tutto il Salento.
 

Itinerario costa Ionica

Itinerario costa Adriatica Tappa 1

Santa Maria di Leuca

Costa Adriatica Tappa 2 Costa Adriatica Tappa 2

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