Top

Il Parco naturalistico archeologico di Vulci si estende su una superficie di 900 ettari tra i comuni di Montalto di Castro e Canino, nel cuore della Maremma Laziale e, fra la natura incontaminata, i canyon scavati nelle rocce di origine vulcanica dal fiume Fiora che dopo una piccola cascata si allarga nel laghetto del Pellicone, la macchia mediterranea e le piccole valli in cui si possono incontrare vacche maremmane e cavalli bradi, conserva i resti dell’antica città etrusco-romana di Vulci risalente al IV secolo a.C.

E’ un’area notevolmente estesa dove si possono ammirare le rovine della grande e potente città etrusca, distrutta dai Romani nel 280 a.C. e la necropoli che, situata nei pressi delle rive del fiume Fiora, comprende circa 30.000 tombe, molte delle quali inaccessibili.

Molti dei reperti ritrovati in queste zone sono esposti nel Museo Nazionale Archeologico ospitato a pochi chilometri dalla Biglietteria del Parco, nel castello medievale della Badia risalente al XIII secolo, a cui si accede dal ponte di impianto etrusco detto del Diavolo o dell’Arcobaleno , che si erge a ben 30 m d’altezza.

La visita

Costituito nel 1999, il Parco offre ai suoi visitatori una rete di percorsi segnalati che permettono di visitare sia gli scavi archeologici che le bellezze naturali dell’area. La cinta muraria conservata in più punti.

Costruita con blocchi regolari di tufo era provvista di almeno cinque porte di cui tre ben conservate. L’attuale ingresso alla città, posto in corrispondenza di Porta Ovest, immette sul decumano, che attraversa la città in direzione ovest- est. A sinistra del basolato si trova il Tempio Grande,costruito nel IV secolo a.C. e ristrutturato nella prima età imperiale.

Nel piazzale antistante si tende a collocare il foro del più tardo centro romano. Sull’area si affaccia ad ovest il cosiddetto edificio in laterizio, costruzione risalente al II secolo forse riferibile ad un impianto termale. Ad est di quest’ultimo sorge l’Edificio Absidato, probabilmente una piccola basilica tardoantica.

Più avanti ancora si incontra la Domus del Criptoportico,vasto impianto residenziale gentilizio risalente alla fine del II secolo a.C. La domus doveva certamente appartenere ad una importante famiglia e si segnala per gli interessantissimi impianti termali con pavimenti a decorazione musiva.

Orario di visita: dal martedì alla domenica dalle ore 8:30 alle ore19:30 (ultimo ingresso ore 18:30). Biglietto: intero €4,00, agevolato €2,00 (dai 18 ai 25 anni) fatte salve le agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiC.

Percorsi

Percorsi segnalati: il percorso breve (km.2,500), il percorso completo (Km.4,500), il percorso natura (km 1,700), che consentono di visitare gli scavi archeologici della città etrusco-romana senza perdere il Laghetto del Pellicone, “tappa obbligata” di ogni percorso. Per gli amanti della natura da non perdere la Valle delle Farfalle, il percorso nei pressi della Porta Nord, dove attraverso la creazione di “isole” che ospitano piante utili ad attrarre i piccoli imenotteri e pannelli didattici, gli appassionati e non solo potranno approfondire il tema.

E’ inoltre possibile visitare in autonomia, tutti i giorni nell’orario di apertura del parco, la necropoli  Settentrionale, dove seguendo un percorso accessibile anche a persone con ridotta capacità motoria, si potranno visitare la Tomba dei Soffitti Intagliati e la Tomba della Sfinge.

Museo Archeologico di Vulci
Località Vulci
01011 Canino VT
tel. +39 0761 437787

Da non perdere

Tante le proposte: visite guidate in notturna, percorsi di trekking a piedi o a cavallo, escursioni in mountain bike, laboratori didattici ed offerte per le scolaresche suddivisi in percorsi dedicati ai diversi gradi. Fra gli eventi da ricordare la “Estate in Kayak al Laghetto del Pellicone”.

Specialità della zona

All’interno del Parco si trova un Punto di Ristoro: la Locanda del Parco, dove si possono degustare i piatti tipici della tradizione culinaria maremmana. Il Parco è adatto a tutta la famiglia perché offre percorsi a piedi su misura di varie difficoltà della durata variabile dalle due alle tre ore, da effettuare in completa autonomia seguendo i percorsi segnalati, o con l’accompagnamento di guide ambientali e archeologiche.

Al “Casale dell’Osteria”  (tel. 0766.898247) , si possono assaporare i piatti della tradizione maremmana. I due ristoranti osservano periodi di chiusura nei mesi invernali. Consigliamo di contattare telefonicamente le strutture.

Come arrivare a Vulci

Per raggiungere con i pullman turistici il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci è necessario percorrere la SS. Aurelia (dir. Nord ) fino al Km 111 e poi la Strada Provinciale del Fiora, poi della Badia (tot. km.13)

Accesso con i pullman al Parco Naturalistico Archeologico di Vulci

Da Sud: autostrada Roma-Civitavecchia e quindi la S.S. 1 Aurelia fino all’uscita per Vulci (km 111). Seguire la S.P. del Fiora ,poi della Badia ( tot. 13 km.)

Da Nord: seguire la Livorno-Grosseto, poi la S.S. 1 Aurelia fino all’auscita di Montalto di Castro (km 109). Rientro sulla S.S. 1 Aurelia direzione Nord e uscita per Vulci al Km 111. Seguire la S.P. del Fiora, poi della Badia ( tot. 13 Km.)

Da Est: superstrada Orte-Viterbo fino a Viterbo, poi prendere la strada Viterbo-Tuscania-Montalto di Castro . A Montalto di Castro prendere la SS.1 Aurelia in direzione Nord e uscire al Km.111 (uscita Vulci). Seguire la S.P. del Fiora, poi della Badia ( tot.  13 Km.)


Dove sostare con il camper

Resort Fonte Vulci Le piazzole godono di vista panoramica sulla campagna maremmana, sono provviste di allaccio per la corrente elettrica ed allaccio all’acqua potabile, punto scarico casetta wc, scarico pozzetto. A disposizione dei clienti le piscine, accappatoio, telo da piscina, barbecue in comune, docce calde e bagni, wi-fi ,palestra e sauna finlandese. A disposizione degli ospiti del campeggio una bellissima area giochi per i più piccoli. Ristorante fonte Vulci. Aperto dal 1 Marzo al 30 Settembre. 

I dintorni di Vulci

Poco lontano dal Parco sorge il Castello dell’Abbadia che ospita il Museo Nazionale Archeologico all’interno del quale sono esposti numerosi reperti rinvenuti nelle numerose campagne di scavo sul territorio di Vulci.

Da qui, e in particolare dall’antico Ponte dell’Abbadia, detto anche Ponte del Diavolo, si gode di una favolosa vista su tutto il territorio circostante, segnato dal passaggio del fiume Fiora, che nel corso dei secoli ha scolpito la roccia vulcanica tipica della Tuscia e ha dato vita al canyon che si scorge proprio al di sotto del ponte.

TIVOLI

L’area di Tivoli rappresenta un importante polo di attrazione culturale nel Lazio; la densità dei beni culturali e le bellezze naturalistiche compongono un paesaggio di grande ricchezza. I centri d’interesse più noti sono Villa Adriana, Villa D’Este e Villa Gregoriana. L’attrattore Tivoli, inoltre, costituisce un potenziale snodo verso aree vicine a forte vocazione turistica; si colloca, infatti, in un ambito territoriale al quale si collegano itinerari significativi, già sostenuti con la programmazione regionale in materia di Sistemi Museali Territoriali e di Aree di Programmazione Integrata.

VITERBO

Sotto il nome di “Attrattore Vulci” è in realtà raccolto un territorioben più ampio di quello relativo al  Parco archeologico di Vulci e che comprende anche Tarquinia e Tuscania, Cerveteri e Civitavecchia a sud, in provincia di Roma. L’antica città etrusca e romana di Vulci, nei comuni di Canino e Montalto di Castro, la cui valorizzazione è sostenuta dalla Regione Lazio e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria meridionale secondo un modello che al momento è unico nel Lazio, è localizzata nell’Area archeologica di Vulci, in piena maremma laziale. Il Castello della Badia, struttura fortificata medievale che ne costituisce l’ingresso, ospita il Museo Nazionale Etrusco.

LATINA

L’abbazia di Fossanova, recentemente restaurata, è situata nel borgo omonimo nel comune di Priverno (LT). Eretta alla fine del secolo XII, è uno dei più famosi complessi monastici gotico cistercensi d’Italia. La sua importanza culturale e la centralità e vicinanza a località di grande interesse dell’area pontina rappresentano un volano per lo sviluppo dell’intero territorio circostante, motore di un sistema culturale e turistico che, attraendo visitatori da Roma e riconvertendo il turismo balneare, innesca un processo di sviluppo integrato e sostenibile per il territorio.

FROSINONE

Tra le cinte murarie in opera poligonale note in Italia e nel bacino del Mediterraneo, i numerosi esempi presenti nella provincia di Frosinone spiccano per monumentalità, conservazione e ampiezza del circuito superstite. Per gli studiosi le prime fasi costruttive risalgono all’età arcaica (VI-V secolo a.C.), quindi all’inizio della conquista romana dei territori dei Volsci e degli Ernici (IV-III secolo a.C.). La valorizzazione dell’attrattore dell’area del Frusinate intende sviluppare una serie di interventi di riqualificazione, recupero e restauro conservativo delle antiche cinte murarie di Alatri, Anagni, Arpino, Atina, Ferentino, Veroli, opere grandiose che ci parlano del nostro più lontano passato.

RIETI

L’attrattore della “Via del Sale” è un ideale percorso di valorizzazione del comprensorio provinciale, un attrattore lineare che permette di collegare in modo organico emergenze ed interventi, restituendo alla collettività, nella cornice di un magnifico contesto ambientale, un patrimonio culturale ancora poco noto. La via Salaria ricalca antichissimi tracciati di pastori e portatori di sale, ed è tuttora fondamentale arteria di comunicazione tra il versante Tirreno e Adriatico. In età romana sorgono in zona centri abitati, grandi ville e impianti termali. Su questa linea di passaggio e di confine s’impone nel medioevo la potente Abbazia di Farfa, e proprio nella conca di Rieti sosta lo stesso San Francesco.

error: Content is protected !!